leucio's profileLet's RockPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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August 23 crashLa cima della montagna si nascondeva tra le nuvole, non lasciando ben capire la sua maestosità. "La scalata dovrebbe essere piuttosto semplice" pensò tra sè e sè Lewis guardando le diverse spigolature che quel muro di roccia offriva. Cercava un'emozione forte quel giorno di primavera, e non riusciva a cancellare l'idea di un'arrampicata con cui avrebbe potuto facilmente gloriarsi dinanzi ai proprio amici, o, perchè no, con una qualsiasi ragazza che avrebbe potuto conoscere in questi pochi giorni di vacanza. "Penso sia questo il punto più adatto x cominciare la scalata" sussurrò guardando in alto e coprendosi gli occhi con la mano dal sole che nel frattempo iniziava a fuoriuscire dalle nuvole. Prese la macchina fotografica per immortalare la sua impresa, non tanto per catturare l'istante esatto in cui sarebbe riuscito a vincere la natura, ma per dar prova della scalata ai sicuramente scettici amici che nel frattempo erano rimasti nell'hotel a riposarsi. Guardò in alto per qualche istante, riempì i polmoni di tutta l'aria che potevano contenere e trattenne il respiro per alcuni secondi. Svuotò il contenuto con fiato caparbio ed indocile e iniziò la dura salita. Stranamente a quanto pensava più saliva e meno sentiva la paura di cadere. Più saliva e più gli arrendevoli pensieri svanivano dalla sua ormai ebbra mente. Più saliva e più aumentava in lui la sicurezza della riuscita della scalata.
Saliva, ma ignorava le difficoltà che la parete offriva anche ai più esperti scalatori, e la sua mente era talmente eccitata e totalmente immersa nel desidero di arrivare in fondo che ometteva e nascondeva i numerosi rischi che la montagna inviava al povero ragazzo con semplici messaggi facilmente intuibile in assenza di un qualsiasi tipo di inebriazione.
Saliva sempre più velocemente, aumentando irrimediabilmente i rischi, fino a che non si fermò un istante per scattare una foto al paesaggio sottostante.
Era una pianura verde ove sporgevano di tanto in tanto ammassi di roccia. Un fiume scorreva nel mezzo come un serpente che striscia nell'erba ed il piccolo paesino era situato sul lato sinistro di quest'ultimo. Le montagne attorno circondavano la pianura e creavano con le nubi ed il sole uno stupendo effetto visivo degno di essere fotografato. Si sporse un pò e mise a fuoco, ma l'equilibirio precario e la roccia friabile lo fecero scivolare. Riuscì ad aggrapparsi ad una sporgenza, ma cedette anche quella.
Rotolava giù il corpo, mentre la mente lo aveva già abbandonato da un pò...
Sono passati ormai 3 anni.
Di lewis è rimasta solo la mente parzialmente funzionante. Il corpo immobile lo costringe su una sedia a rotelle a contare i secondi che lo seprarano dall'ultimo piacevole sospiro.
Ora fissa la parete rocciosa e una lacrima scende sul viso.
La madre in lacrime lo fissa un'ultima volta e spinge la sedia in un dirupo.
Un solo pensiero attraversa la sua mente, quello della liberazione tanto desiderata.
"Tu mi hai ridotto così e in te morir..." |
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